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26 Agosto 2026La vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) è una delle cause più comuni di vertigine. È caratterizzata da brevi e intensi episodi di vertigine rotatoria, scatenati da specifici movimenti della testa, per esempio rigirarsi nel letto, sdraiarsi, alzarsi o guardare verso l’alto. La sua insorgenza dipende da una disfunzione del vestibolo, quella porzione di orecchio interno deputato alla percezione dei movimenti e al mantenimento dell’equilibrio: in esso si verifica la dislocazione di piccoli cristalli, gli otoliti. La diagnosi è fondamentalmente clinica e si avvale dell’osservazione di segni vestibolari spontanei ed evocati da manovre posizionali; parimenti, il trattamento principale consiste in manovre di riposizionamento.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione della VPPB
Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e si occupa di vertigini e disturbi dell’equilibrio. Negli studi di Torino e Sommariva del Bosco può integrare la visita con un esame clinico di funzionalità vestibolare, osservando nistagmo, segni vestibolari spontanei ed evocati e risposta alle manovre posizionali. Quando il quadro è compatibile con VPPB, può eseguire nella stessa visita le manovre di riposizionamento indicate.
Che cos’è la VPPB e cosa c’entrano gli otoliti?
IL nostro orecchio interno (labirinto cocleo-vestibolare) è deputato allo svolgimento di due funzioni principali: la percezione uditiva da un lato, la percezione di movimento e il mantenimento dell’equilibrio dall’altro. Per svolgere questa seconda funzione si avvale di un complesso insieme di accelerometri (simili a quelli grazie al quale il nostro smartphone si accorge quando lo afferriamo o lo agitiamo). Alcuni di questi accelerometri sfruttano come masse inerziali dei micro-cristalli di carbonato di calcio, i così detti otoliti o otoconi.
Può capitare in determinate circostanze che alcuni di questi otoliti si dislochino, ovvero escano dalla loro sede di lavoro abituale, finendo a disturbare il lavoro di altre porzioni del labirinto e generando pertanto false sensazioni di movimento. Poiché gli spostamenti di questi otoconi sono sempre correlati ai movimenti della testa, questo disturbo è detto posizionale e parossistico (ovvero si presenta per brevi e improvvise crisi); è anche detto benigno, in quanto, seppur fastidioso, non genera conseguenze negative o invalidanti permanenti sul nostro sistema nervoso centrale o apparato vestibolare.
Nel linguaggio comune, anche da parte di molti medici non specialisti, la VPPB viene spesso definita labirintite. Come abbiamo detto, la VPPB è un disturbo che sì origina nel labirinto, ma non si tratta di labirintite, la quale invece è una specifica patologia di tutt’altra origine e caratteristiche.
Quali sono i sintomi e perché compaiono le vertigini a letto?

La posizione iper-estesa del capo (come quella che manteniamo per molte ore se dormiamo con un cuscino basso o addirittura senza cuscino), facilita lo spostamento degli otoliti dalla loro sede originale (la macula dell’utricolo) ad una “zona di pericolo”, i canali semicircolari (tipicamente quello posteriore).
Il fenomeno, già innescato, si manifesta proprio quando ci rigiriamo nel letto o tentiamo di alzarci. La vertigine è di tipo violento, rotatoria o basculante, generalmente di durata inferiore al minuto. Può tuttavia essere accompagnata da intensa nausea, vomito, con sensazione di malessere e stordimento che talvolta durano per diverse ore. Un calo uditivo non è tipico della VPPB e richiede un inquadramento specifico.
Perché si spostano gli otoliti?
Spesso non viene identificata una causa precisa. In molti casi lo scivolamento degli otoliti al di fuori della macula è idiopatico, ovvero non se ne riconosce una chiara ragione. Trascorrere lunghi periodi di allettamento, soprattutto se con un cuscino basso, oppure trascorrere molte ore al giorno col capo rivolto in alto (pensiamo ad un meccanico o un imbianchino) possono rappresentare fattori predisponenti.
Tale fenomeno può avvenire in persone di ogni genere ed età, anche perfettamente sane. Detto questo, la VPPB si fa più frequente e più persistente negli anziani. Vi sono tuttavia alcune specifiche situazioni che favoriscono l’insorgenza della VPPB: recenti traumi cranici o colpi di frusta, oppure altre malattie vertiginose acute di recente comparsa (come la neuronite vestibolare). Stress o instabilità da disturbi cervicali cronici possono coesistere con la VPPB, ma non giustificano da soli un problema da dislocazione degli otoliti.
Come si diagnostica la vertigine parossistica posizionale?
Il percorso diagnostico si avvale della raccolta di una accurata anamnesi: le modalità di insorgenza della vertigine, la durata delle crisi e le loro caratteristiche sono spesso assai evocative e già orientano il sospetto verso una possibile VPPB. La diagnosi viene confermata dall’esame clinico, che valuta eventuale presenza di segni vestibolari spontanei e provocati; la vertigine viene evocata attraverso manovre in condizioni controllate così che il medico possa osservare il caratteristico nistagmo. Quando il quadro clinico è tipico, esami radiologici o approfondimenti neurologici non sono necessari di routine.
Come si cura la VPPB: manovre per gli otoliti e farmaci

Il trattamento di prima scelta è rappresentato dalle manovre di liberazione canalare, che guidano le particelle fuori dal canale semicircolare coinvolto. La manovra di Epley è tra le più utilizzate nelle forme del canale posteriore; nel caso sia coinvolto il canale laterale, si ricorre alla manovra detta “barbecue“. La scelta dipende dal lato e dal canale interessati.
Esistono in commercio numerosi prodotti (sia farmaci che integratori), proposti come “antivertiginosi”. Essi si dividono sostanzialmente in due categorie. Alcuni hanno un’azione francamente sedativa (sono sostanzialmente dei sonniferi) che possono aiutare il paziente ad attraversare con minore sofferenza la fase iperacuta del disturbo, in cui vi può essere forte ansia, malessere e nausea.
La loro assunzione deve essere di breve durata e il rapporto costo/beneficio va discusso accuratamente con lo specialista. Farmaci antinausea specifici possono essere utili in questa fase. Una seconda categoria comprende una gran quantità di integratori e altre molecole, la cui utilità non è mai stata dimostrata con chiarezza in relazione a questa patologia, e la cui assunzione resta pertanto controindicata.
Prima di tentare manovre o altre manipolazioni, a casa o ad opera di un chiropratico, oppure impostare empiricamente qualsiasi terapia farmacologica, è opportuno avere una diagnosi corretta formulata da uno specialista otorinolaringoiatra vestibologo.
Quanto dura e cosa succede dopo la manovra?
La VPPB può risolversi spontaneamente, talvolta anche nell’arco di ore o giorni; se i sintomi, seppur ben tollerati, permangono per diversi giorni o addirittura settimane, le manovre liberatorie possono risultare cruciali per accelerare la risoluzione. Le manovre hanno una durata di pochi minuti.
Immediatamente dopo il trattamento, alcune persone avvertono instabilità, nausea o “testa leggera”, che generalmente si risolvono nel giro di qualche ora. Non sono generalmente necessarie restrizioni posturali dopo una corretta manovra, è comunque raccomandabile evitare l’iperestensione e la iperflessione del capo per alcuni giorni per scongiurare una recidiva a brevissimo termine. La maggior parte delle persone torna prestissimo a una vita completamente normale (lavorare, guidare bici e macchina, praticare attività fisica).
Seppur assolutamente benigna, la VPPB tende a recidivare con frequenza imprevedibile. Se i sintomi che ormai riconosciamo persistono o ritornano, è opportuno un controllo per rivalutazione ed eventuale ripetizione delle manovre.
Quando rivolgersi allo specialista?
Qualsiasi fenomeno vertiginoso improvviso di nuova insorgenza richiede una valutazione otorinolaringoiatrica, poiché soggettivamente non è possibile distinguere fenomeni benigni ed autolimitanti da quadri urgenti, più seri. I pazienti che nella loro vita hanno già sperimentato la VPPB e ne riconoscono con chiarezza i sintomi sanno che si tratta di un problema sostanzialmente benigno: in questi casi è legittimo attendere qualche ora o giorno, qualora esso si risolvesse spontaneamente; se invece la vertigine persiste, ricorre con frequenza, limita le attività quotidiane, oppure presenta caratteristiche anomale, che non ci convincono, è opportuno ricorrere nuovamente alla visita dello specialista.
Ogni sintomo vertiginoso che si associa a debolezza, difficoltà nel parlare o nel muovere gli arti, visione doppia, perdita di coscienza, forte cefalea, o calo uditivo richiede una valutazione urgente. Questi sintomi non sono tipici di una semplice VPPB.
Domande frequenti

Come si capisce se si sono spostati gli otoliti?
Vi sono alcuni sintomi molto evocativi, ma in ultima istanza solo lo specialista se ne può accorgere grazie a manovre posizionali mirate.
Quanto durano le vertigini da otoliti?
La singola crisi dura in genere pochi secondi e spesso meno di un minuto. Il disturbo può però ripresentarsi per giorni o settimane, finché non si risolve o viene trattato.
La vertigine parossistica posizionale può passare da sola?
Sì, in alcuni casi si risolve spontaneamente. Le manovre di riposizionamento possono però accelerare la risoluzione e ridurre il rischio di cadute legato agli episodi.
Come dormire se si hanno gli otoliti?
Non esistono chiare restrizioni di lato (destra o sinistra); è generalmente raccomandato mantenere per alcuni giorni il capo elevato di circa 30° rispetto al piano orizzontale.
Come capire se sono otoliti o cervicale?
I sintomi da soli possono essere ingannevoli. in linea generale la VPPB produce crisi brevi legate a specifici movimenti della testa e un nistagmo posizionale evocabile. Dolore o rigidità cervicale, da soli, non confermano una causa vestibolare.