Deviazione del setto nasale
7 Agosto 2026Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB)
25 Agosto 2026Fischio o ronzio all’orecchio, ma anche fruscio e scroscio, corrispondono a ciò che in termini tecnici viene definito acufene soggettivo non pulsante, che è la variante di gran lunga più comune di acufene. Esso può essere avvertito in un solo orecchio, in entrambi o al centro della testa, in modo continuo oppure intermittente. Per orientare la valutazione contano tempo trascorso dall’insorgenza, lateralità, esposizione a rumori ed eventuali sintomi uditivi associati.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione del fischio all’orecchio
Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e si occupa dell’inquadramento degli acufeni e dei disturbi dell’udito nell’adulto e nel bambino. Negli studi di Torino e Sommariva del Bosco può integrare la visita con audiometria tonale e vocale e altri esami indicati dal quadro clinico.
Fischio o ronzio all’orecchio sono la stessa cosa?
Fischio, ronzio, sibilo, fruscio e scroscio descrivono la qualità del suono percepito e sono manifestazioni dello stesso fenomeno clinico, l’acufene soggettivo non pulsante. La tonalità è l’intensità percepita non sono automaticamente indici di gravità, così come non lo è la sua lateralizzazione (destra, sinistra o bilaterale). La descrizione del carattere del sintomo e le circostanze della sua insorgenza sono però utili per orientare le indagini, soprattutto se il rumore cambia con i movimenti di collo e mandibola oppure è comparso in seguito a ingresso di acqua nelle orecchie, esposizione a forti rumori, o ancora se è comparso all’improvviso, senza apparente motivo, in un solo orecchio.
Quali possono essere le cause del fischio o del ronzio?

Gli acufeni soggettivi non pulsanti sono un sintomo neuro-otologico che indica la presenza di una possibile alterazione (diminuzione) della funzione uditiva. Un sistema uditivo che ha perso anche solo parte della sua sensibilità spesso genera dei suoni interni compensatori, per colmare il “vuoto” lasciato dalla deafferentazione sensoriale: questi suoni sono proprio gli acufeni. Le possibili cause alla base del disturbo sono numerosissime.
Vi può essere una perdita uditiva legata all’età o all’esposizione prolungata a rumori intensi; patologie a carico di orecchio medio ed esterno, sia acute che croniche, come otiti, otosclerosi e tappi di cerume; patologie dell’orecchio interno a comparsa improvvisa, come la temibile ipoacusia improvvisa o il più benigno spostamento temporaneo di soglia che compare dopo un concerto o una serata in discoteca.
In alcuni casi la perdita uditiva associata all’acufene è chiaramente percepita dal soggetto; in altri casi il calo uditivo non viene percepito come tale, in quanto passa “in secondo piano” rispetto al fastidioso suono nell’orecchio.
Una casistica non trascurabile è quella relativa agli acufeni somatici, un particolare sottotipo di acufene soggettivo non pulsante la cui ezio-patogenesi non è legata a deafferentazione sensoriale, bensì alla “interferenza” che problematiche osteo-articolari e muscolari (come ad esempio disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare o cervicalgia tensiva) possono esercitare sul corretto funzionamento delle strutture uditive centrali.
Con grande frequenza molteplici cause di acufene possono coesistere e sommarsi in un solo paziente.
Fischio in un solo orecchio o in entrambe le orecchie
Un acufene è detto monolaterale quando interessa soltanto l’orecchio destro o quello sinistro; l’acufene bilaterale viene percepito da entrambi i lati. La lateralità non permette di definire automaticamente la diagnosi, ma un acufene chiaramente riferito a un solo orecchio, soprattutto se compare improvvisamente e con udito percepito diversamente tra i due lati, merita una valutazione otorinolaringoiatrica urgente.
Cosa fare se compare all’improvviso?

Un acufene improvviso ma di brevissima durata, che compare sporadicamente e si risolve integralmente nel giro di pochi secondi, può essere un fenomeno normale che non deve destare necessariamente preoccupazione. Se invece l’acufene persiste per minuti o ore, è raccomandabile sottoporsi a visita otorinolaringoiatrica al più presto. Potrebbe essere il sintomo di una patologia dell’orecchio che in alcuni casi richiede trattamento tempestivo, indipendentemente dalla presenza di dolore all’orecchio, vertigini o dall’apparente assenza di cause scatenanti. L’acufene e la perdita uditiva improvvisa non vanno confusi con un semplice tappo di cerume.
Come viene valutato il ronzio all’orecchio?
La visita ricostruisce quando e in quali circostanze è iniziato il rumore, da quale lato viene percepito, se è continuo e quanto interferisce con sonno e concentrazione. L’esame obiettivo dell’orecchio (otoscopia) può evidenziare cerume, infiammazione o altre alterazioni dell’orecchio esterno e medio. L’audiometria tonale e vocale sono sempre indispensabili, in quanto misurano le soglie uditive dei due orecchi; l’impedenzometria studia la meccanica di timpano e catena ossiculare dell’orecchio medio. Ulteriori accertamenti vengono indicati quando il quadro clinico lo richiede. Non tutte le persone con acufene hanno bisogno degli stessi esami o di una risonanza magnetica.
Come far passare fischio o ronzio all’orecchio?
Poiché, come abbiamo detto, l’acufene è solamente il sintomo, la manifestazione di una patologia sottostante, non esiste un rimedio universale: il trattamento andrà confezionato su misura secondo quanto richiesto dalla patologia in oggetto.
Esistono fondamentalmente due tipi di trattamento: eziologico (volto all’eradicazione del problema) e sintomatico (volto a ridurre l’impatto negativo del sintomo sulla qualità di vita). Questi approcci possono coesistere, integrarsi, e in alcuni casi persino coincidere. Quando la causa è unica e chiaramente identificabile, intervenire rapidamente sul problema può risolvere completamente e immediatamente l’acufene.
In altri casi, la causa, sebbene chiara, non è immediatamente risolvibile da una procedura o da una terapia farmacologica, e richiede invece un percorso riabilitativo di tipo audioprotesico, odontostomatologico o fisioterapico. Le strategie terapeutiche sintomatiche mirano a ridurre l’intrusività dell’acufene, migliorando concentrazione, qualità del sonno e livelli di stress. Protocolli di arricchimento sonoro possono combinarsi a supporto cognitivo-comportamentale o ausili farmacologici.
In commercio esiste una gran quantità di integratori e rimedi naturali per gli acufeni; laddove assunti senza una precisa indicazione, non solo non garantiscono la risoluzione del disturbo, ma ritardano l’identificazione e la risoluzione del problema e possono condurre a ingesti spese non necessarie.
Quando rivolgersi all’otorino?

Potenzialmente qualsiasi suono anomale nelle orecchie richiede una valutazione otorinolaringoiatrica specialistica degli acufeni al fine di identificare la sorgente del disturbo e trattare le patologie uditive ed extra-uditive sottostanti. Non è possibile identificare con certezza l’origine di un acufene in assenza di una diagnostica audiologica mirata; viceversa, nessun esame clinico o strumentale, neppure radiologico, può definire da solo l’origine di un acufene se non viene correttamente interpretato nel contesto del quadro clinico generale da un otorinolaringoiatra esperto in acufeni.
Domande frequenti
Quando il fischio all’orecchio deve preoccupare?
Quando compare improvvisamente e in un solo orecchio, soprattutto se associato a perdita uditiva, dolore, vertigini o altri sintomi neurologici, è raccomandata una valutazione otorinolaringoiatrica urgente. Anche acufeni bilaterali e persistenti o ricorrenti sono meritevoli di inquadramento specialistico.
Il tappo di cerume può far fischiare le orecchie?
Sì. Il tappo di cerume, per quanto assolutamente benigna e di semplice risoluzione, è solamente di una di innumerevoli cause ovattamento ed acufene. La sua presenza va verificata con un visita specialistica, che escluda origini più serie del disturbo. Si raccomanda di evitare manovre fai da te sulle orecchie che possono confondere o addirittura peggiorare il quadro clinico.
Quanto può durare un fischio all’orecchio?
Può durare pochi secondi, ripetersi ciclicamente oppure persistere per anni. Se non si risolve entro minuti, è raccomandabile sottoporsi a una visita specialistica.
Come capire se è acufene?
Qualsiasi suono percepito all’interno dell’orecchio, in assenza di una fonte esterna identificabile, è per definizione un acufene. La visita serve a definire la sua origine e a correlarlo ad eventuali stati patologici di strutture uditive o extra-uditive.
La pressione alta causa ronzio nelle orecchie?
È credenza diffusa, e purtroppo erronea, anche tra molti medici non specialisti, che vi sia una relazione causale diretta tra acufeni soggettivi non pulsanti (ronzii e fischi) e malattia cardiovascolare. Per quanto quest’ultima possa, in casi assai specifici, correlarsi ad acufeni di tutt’altra natura (acufeni pulsanti, vascolari), non è ragionevole attendersi che l’acufene soggettivo non pulsante scompaia quando la pressione viene riportata a valori ottimali. Detto ciò, resta vero che l’ipertensione arteriosa cronica rappresenta un grave fattore di rischio per la salute non solo dell’orecchio, ma di tutto l’organismo, per cui il controllo regolare dei parametri vitali e l’eventuale correzione farmacologica di alterazioni pressorie resta sempre e comunque raccomandata in qualsiasi momento della vita.