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11 Settembre 2026Nella grande famiglia degli acufeni (ovvero quei suoni che originano dall’interno del nostro corpo invece che dall’ambiente esterno) vi sono anche i cosiddetti acufeni pulsanti, suoni con carattere discreto, discontinuo e ripetitivo, che possono ricordare un battito o un ticchettio. Si tratta di entità molto comuni nella popolazione generale, spesso innocue ma che talvolta possono segnalare patologie a carico dell’orecchio o di strutture anatomiche contigue.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione delle pulsazioni nell’orecchio

Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e si occupa della valutazione e dell’inquadramento di acufeni e di altri disturbi dell’udito. Negli studi di Torino e Sommariva del Bosco può integrare anamnesi ed esame obiettivo con audiometria tonale e vocale ed endoscopia delle alte vie aeree.
Cosa significa sentire un battito o una pulsazione nell’orecchio?
Anche gli acufeni pulsanti, così come quelli non pulsanti, possono essere di natura oggettiva o soggettiva.
Un acufene oggettivo è definito come un suono misurabile, generato dal movimento di parti anatomiche e che viene percepito dall’orecchio. Se il suono in questione è di tipo pulsante e ritmico, sincrono col battito cardiaco, è lecito supporre che la sua sorgente sia una struttura vascolare collocata a livello della testa o del collo. Saremo dunque di fronte ad un acufene vascolare.
Se l’acufene oggettivo pulsante è aritmico, esso potrà avere origine muscolare.
Un acufene pulsante può essere anche di tipo soggettivo, ovvero non percepibile e non misurabile se non dal soggetto che lo sperimenta, in quanto generato a livello delle strutture nervose periferiche che gestiscono la funzione uditiva.
Quali sono le possibili cause dell’acufene pulsante?
Gli acufeni vascolari possono essere di origine arteriosa o venosa. L’orecchio è circondato da una grande quantità di strutture vascolari, il cui flusso ematico può risultare rumoroso in svariate condizioni fisiologiche, parafisiologiche o francamente patologiche. In alcuni casi la pulsazione diviene percepibile per una sua maggiore intensità sonora; in altri casi la responsabile può essere una alterazione della funzione uditiva, che la rende più evidente del normale.
Gli acufeni muscolari originano dal movimento (involontario, spesso di tipo clonico) di uno di numerosi muscoli collocati a livello di orecchio medio o rinofaringe (muscoli stapedio o tensore del timpano, tensore o elevatore del palato). In alcuni casi è addirittura possibile che il medico sia in grado di osservare durante l’esame clinico gli effetti macroscopici del movimento di queste strutture.
Più infrequenti, ma non rarissimi, sono gli acufeni pulsanti soggettivi, come ad esempio l’acufene tipo “macchina da scrivere”, che viene percepito come un ticchettio discreto, non ritmico, simile per l’appunto al rumore generato della dattilografia. La sua origine si presume essere collocata a livello del nervo cocleare, il quale può essere partecipe di un conflitto neurovascolare o oggetto di insulti di natura infiammatoria/virale, compressiva (ad esempio da parte di neoformazioni intracraniche), genetica, metabolica.
Pulsazioni in un solo orecchio, da sdraiati, con ansia o pressione alta

La grande maggioranza di acufeni pulsanti, sia di tipo oggettivo che soggettivo, è monolaterale. Gli acufeni vascolari monolaterali possono suggerire alterazioni del flusso ematico all’interno di un’arteria (ad esempio se questa risulta ristretta, o stenosata, da un ateroma), di una vena (come nel caso di seni venosi cerebrali dilatati, o ectasici), o di una malformazione artero-venosa (MAV, con flusso turbolento). Anche una neoformazione vascolarizzata all’interno della cassa timpanica, quali un emangioma o un glomo, produrrà un acufene pulsante in ragione del flusso ematico sostenuto in stretta prossimità delle strutture deputate alla trasmissione sonora.
È tuttavia assai frequente che il vaso “rumoroso” sia perfettamente integro e sano, e in quanto tale non direttamente identificabile nemmeno con l’aiuto di indagini radiologiche.
Per questo motivo né la presenza di un acufene pulsante né la monolateralità del sintomo devono automaticamente generare allarme, in quanto non rappresentano intrinsecamente un indice di presenza di malattia.
Al contrario, un acufene pulsante, presumibilmente vascolare, con presentazione bilaterale potrebbe con probabilità sottendere una patologia sistemica che causa alterazioni del circolo quali l’ipertensione arteriosa (crisi ipertensiva, ipertiroidismo, ipercorticosurrenalismo, feocromocitoma…).
Le variazioni di intensità o caratteristiche sonore di un acufene pulsante con i passaggi posturali o con la compressione della giugulare interna suggeriscono una sua origine vascolare, presumibilmente venosa; viceversa, contrariamente alla credenza popolare, uno stato ansioso o tensivo non ha generalmente grande impatto sugli acufeni vascolari, mentre invece possono influenzare la manifestazione di acufeni ad origine mioclonica.
Come si diagnostica l’acufene pulsante?
Il percorso diagnostico parte dall’analisi del sintomo: quando è comparso, da quale lato è percepito, se è sincronizzato con il polso, se cambia con la posizione e se si accompagna a calo uditivo percepito, vertigini, cefalea, o disturbi visivi. L’otorinolaringoiatra esamina il distretto testa-collo ispezionando in otomicroscopia la membrana timpanica e le porzioni di cassa timpanica osservabili in trasparenza. Esame audiometrico tonale e impedenzometria vengono sempre eseguiti per misurare i parametri essenziali di funzione uditiva. In base a reperti e caratteristiche del paziente può essere indicato anche un approfondimento radiologico (angio-risonanza magnetica del distretto vascolare intracranico, eco-color Doppler dei vasi del collo).
Cosa fare se si sente pulsare l’orecchio?
La prima raccomandazione è quella di non allarmarsi, in quanto una pulsazione dell’orecchio rappresenta una condizione frequentemente benigna e autolimitante.
In secondo luogo occorre cercare di individuare quali fattori o parametri correlano con il sintomo: pulsazioni cardiache, posizioni del capo e del corpo, stati dolorosi; se non lo si fa già abitualmente, anche la misurazione della pressione arteriosa è una buona norma da adottare.
Una volta raccolti questi dati preliminari, è consigliabile consultare lo specialista otorinolaringoiatra per l’approfondimento del caso.
Non esiste un rimedio universale per far passare l’acufene pulsante: il trattamento dipende dalla causa sottostante. Correggere uno stato patologico dell’orecchio, una perdita uditiva o un problema cardiovascolare può ridurre o addirittura eliminare il sintomo; al contrario, l’assunzione di integratori, farmaci o rimedi naturali autoprescritti non garantisce risultati e può ritardare il corretto inquadramento del caso.
Quando rivolgersi all’otorino e quando serve urgenza?
Un acufene pulsante che compare sporadicamente, di lievissima entità e breve durata, non chiaramente correlabile ad alcun parametro soggettivamente apprezzabile, potrebbe non offrire sufficienti elementi per un inquadramento diagnostico esaustivo; in queste circostanze, una vigile attesa prima della valutazione dello specialista può considerarsi lecita.
Se il sintomo invece persiste o presenta caratteri più chiari, è doveroso richiedere il parere dell’otorinolaringoiatra. Un calo dell’udito soggettivamente percepito, la comparsa di cefalea o altri sintomi neurologici sono elementi che devono condurre ad una valutazione urgente.
Domande frequenti

L’acufene pulsante è pericoloso?
Non necessariamente. Molte cause sono francamente fisiologiche, trattabili o comunque non gravi, ma il carattere pulsante merita attenzione perché può essere associato ad anomalie vascolari o neoformazioni, le quali richiedono sempre accertamenti.
Quanto dura un acufene pulsante?
La durata è estremamente variabile: da pochi secondi a una completa permanenza. La durata, da sola, non identifica la causa, anche se gli acufeni vascolari tendono a presentarsi con durate maggiori.
L’acufene pulsante può essere un sintomo di aneurisma?
Un aneurisma cerebrale è una causa idealmente possibile ma assai rara, anche tra le anomalie vascolari intracraniche, di acufene pulsante. Esistono altre anomalie vascolari relativamente più frequenti, come le MAV o i glomi timpanici, le quali generano acufeni pulsanti monolaterali.
La pressione alta può causare pulsazioni nell’orecchio?
La pressione arteriosa elevata, in certi casi relativamente rari, può rendere percepibile il suono del flusso ematico, ma non va considerata automaticamente la causa di acufene pulsante. Il monitoraggio periodico della pressione arteriosa è in ogni caso una norma che tutti dovrebbero adottare.
L’ansia può far sentire il battito nell’orecchio?
Ansia e stress possono aumentare l’attenzione verso certi rumori corporei e rendere il disturbo più fastidioso. Non escludono però altre cause, soprattutto se la pulsazione è ritmica e persistente.