Pulsazioni nell’orecchio
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18 Settembre 2026La neuronite, o neurite, vestibolare è un disturbo dell’equilibrio che si presenta tipicamente in forma iperacuta, causando intenso malessere con vertigini, difficoltà posturali e visive, e sintomi neurovegetativi quali nausea e vomito. Si tratta di una forma relativamente frequente di vertigine periferica, ovvero non causata da patologia del sistema nervoso centrale, la cui violenza di presentazione può generare grande apprensione nella persona affetta.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione della neuronite vestibolare

Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e valuta vertigini e disturbi dell’equilibrio, sia acuti che cronici. La visita può comprendere l’esame clinico di funzionalità vestibolare, con osservazione del nistagmo spontaneo e posizionale, head-shake test e head-thrust test. L’audiometria aiuta a verificare la conservazione della funzione uditiva e a distinguere la patologia puramente vestibolare da condizioni che coinvolgono anche la coclea.
Che cosa sono il nervo vestibolare e la neuronite vestibolare?
Il nervo vestibolare è la componente dell’ottavo nervo cranico che porta al cervello le informazioni provenienti dal vestibolo, quella parte di orecchio interno deputata alla gestione dell’equilibrio. Nella sua prima porzione esso decorre all’interno del condotto uditivo interno, contenuto nella rocca petrosa, la porzione più profonda dell’osso temporale che costituisce la base cranica laterale. Lasciato il condotto, attraversa la cisterna ponto-cerebellare e penetra nel tronco encefalico, ove gli assoni che lo formano sinaptano con i neuroni del nucleo vestibolare.
La neuronite vestibolare è una patologia di natura infiammatoria che coinvolge il nervo vestibolare, causandone un deficit funzionale a comparsa improvvisa. Se la funzione di un lato si riduce improvvisamente, i segnali provenienti dai due orecchi diventano discordanti e il cervello li interpreta come movimento, provocando vertigine e disequilibrio. “Neuronite vestibolare” e “neurite vestibolare” sono termini usati per descrivere lo stesso quadro.
Quali sono i sintomi della neurite vestibolare?
Il sintomo principale è una intensa vertigine tipicamente oggettiva, ovvero caratterizzata dalla sensazione che il mondo circostante si muova vorticosamente e in maniera continua, indipendentemente dalla posizione o dai movimenti del soggetto. La sua comparsa è rapida e dura generalmente alcuni giorni. Sono frequenti nausea, vomito, difficoltà di fissazione e di deambulazione. L’udito è in genere conservato: ipoacusia o acufeni di recente insorgenza sono possibili ma in questo caso il quadro richiede una diversa classificazione diagnostica.
Trascorsi i primi tre-cinque giorni, lentamente la vertigine oggettiva si esaurisce e lascia il posto a una più blanda vertigine soggettiva, caratterizzata da una vaga sensazione di instabilità e di difficoltà visive, acuite dai movimenti rotatori del capo. Lentamente il paziente riprende il controllo dei movimenti e della fissazione; il recupero di un completo benessere può richiedere anche diverse settimane o mesi.
In alcuni casi, a pochi giorni dall’esordio dei sintomi, è possibile sperimentare crisi vertiginose posizionali causate dal decubito e dall’iperestensione del capo, tipiche di una vertigine parossistica posizionale benigna che effettivamente può insorgere come forma secondaria alla neuronite vestibolare. Queste crisi possono essere trattate come le VPPB idiopatiche e sono autolimitanti.
Quali sono le cause della neurite vestibolare?

La causa precisa non è sempre dimostrabile. In molti casi si ipotizza una eziologia virale, ovvero la localizzazione a livello del nervo vestibolare di un herpes virus o di un comune virus respiratorio. L’infezione determina uno stato infiammatorio a carico degli assoni coinvolti, con conseguente danno strutturale e deficit funzionale.
Neuronite vestibolare e labirintite sono la stessa cosa?
No. Entrambe le patologie hanno una natura infiammatoria acuta e possono generare sintomi vertiginosi, ma il danno si localizza in strutture anatomiche diverse nei due casi. La neuronite vestibolare, come abbiamo detto, coinvolge esclusivamente gli assoni del nervo vestibolare; la labirintite, invece, è una infiammazione che coinvolge l’intero labirinto, ovvero l’orecchio interno, sia nella sua porzione cocleare che vestibolare. Per questo motivo, mentre la neuronite vestibolare genera un disturbo esclusivamente vertiginoso, la labirintite causa anche perdita uditiva.
La neuronite vestibolare, come abbiamo detto, è un disturbo relativamente frequente nella popolazione generale, associato all’infezione da parte di comunissimi virus respiratori ed herpetici endemici in tutto il mondo; la labirintite, per contro, è una complicanza molto più rara di gravi infezioni che coinvolgono le strutture encefaliche (encefalite e meningite) ad opera di microrganismi quali meningococco, virus del morbillo, virus della parotite e altri ancora.
Come si diagnostica la neurite vestibolare?
La diagnosi è fondamentalmente clinica, ovvero si basa sulla raccolta di anamnesi ed esame obiettivo. In fase iperacuta è apprezzabile un nistagmo spontaneo, con carattere roto-battente a direzione prevalentemente orizzontale, la cui fase rapida è diretta controlateralmente rispetto al nervo malato. I test impulsivo e di scuotimento del capo presentano reperti alterati, così come il test di Romberg e il test della marcia sul posto; tutti questi risultati sono generalmente concordi nell’indicare una ipofunzione del lato affetto.
I test di Dix-Hallpike e McClure possono slatentizzare un nistagmo posizionale, indice di vertigine parossistica posizionale benigna secondaria alla neuronite.
Un esame obiettivo neurologico completo dovrà invece escludere qualsiasi altro deficit centrale o periferico, in particolare non dovranno essere presenti disturbi del linguaggio, della motilità o della sensibilità di volto, tronco o arti, dolore al capo o alterazioni dello stato di coscienza e della memoria.
La diagnosi può essere secondariamente supportata da indagini radiologiche (risonanza magnetica) che escluda lesioni occupanti spazio a carico del nervo vestibolare o del tronco encefalico.
L’audiometria tonale verifica la conservazione della funzione uditiva: come già discusso, la rilevazione di un deficit cocleare concomitante richiede un differente inquadramento diagnostico.
Come si cura la neurite vestibolare?

Il trattamento richiede un approccio di tipo sintomatico ed eziologico al contempo.
Il trattamento eziologico si propone di intervenire sul meccanismo fisiopatologico sottostante la malattia, contenendo così l’estensione del danno a carico del nervo coinvolto. In accordo con l’ipotesi di un processo di tipo infiammatorio, i corticosteroidi sistemici (orali o iniettivi) rappresentano la prima linea terapeutica, frequentemente associati ad inibitori di pompa protonica. I protocolli indicano cicli con dosaggi progressivamente scalari, della durata di almeno dieci giorni.
Per quanto riguarda il trattamento sintomatico, esso è orientato al contenimento delle principali manifestazioni della malattia, soprattutto nella sua fase iperacuta. Farmaci anti-nausea possono essere impiegati secondo necessità; in caso di intenso malessere è consentita l’assunzione di sedativi (benzodiazepine o antistaminici di prima generazione), per quanto il loro uso sia raccomandato per brevi periodi, in quanto può interferire con il processo di guarigione.
Superata la fase iperacuta, l’utilità degli approcci farmacologici decresce progressivamente e il trattamento si concentra sul supporto al progressivo recupero funzionale da parte dell’apparato vestibolare affetto e alla compensazione da parte dei restanti sistemi che regolano l’equilibrio. La riabilitazione vestibolare ricopre in questo senso un ruolo fondamentale per permettere al paziente di ritornare, sul lungo termine, ad una stabilità e ad una vita normali.
Quanto dura la neurite vestibolare e quali sono i tempi di recupero?
Come discusso nei paragrafi precedenti, la malattia si compone di varie fasi. La prima, iperacuta, ha una durata di pochi giorni; la fase subacuta, più subdola, può protrarsi anche per diverse settimane.
Occorre osservare che in alcuni casi, nonostante terapie tempestive ed ottimali, la malattia lascia un danno permanente a carico dell’emi-sistema vestibolare coinvolto, per cui anche a distanza di molto tempo dal suo esordio sarà apprezzabile un deficit funzionale di entità variabile, non reversibile.
Anche nei casi più gravi tuttavia si instaura un progressivo processo di compensazione da parte del sistema vestibolare controlaterale e degli altri apparati che regolano l’equilibrio, i quali progressivamente “imparano” a sopperire alla funzione perduta. Il soggetto riprende poco a poco le attività quotidianità e con grande frequenza sul lungo termine torna ad una vita assolutamente normale e priva di disturbi.
La rapidità del recupero è molto variabile da soggetto a soggetto e dipende da molti fattori tra cui età, patologie concomitanti, stato di salute dell’apparato locomotore e aderenza ai protocolli di riabilitazione vestibolare. Come menzionato in precedenza, possono insorgere complicanze secondarie alla neuronite vestibolare, quali una vertigine parossistica posizionale benigna (precoce e di rapida risoluzione) oppure un disequilibrio percettivo posturale persistente (PPPD, a comparsa più tardiva, più subdolo ma di più difficoltosa gestione). Tali episodi non compromettono in assoluto la guarigione ma possono ritardare il recupero funzionale e prolungare, anche significativamente, la fase subacuta della neuronite.
Quando la vertigine richiede una valutazione urgente?
Qualsiasi vertigine improvvisa della quale non si sappia interpretare con certezza la natura va valutata dallo specialista otorinolaringoiatra in tempi rapidi. Pur trattandosi di una patologia sostanzialmente benigna, la neuronite vestibolare richiede un trattamento tempestivo al fine di garantire il più rapido recupero e miglior esito funzionale possibili.
Domande frequenti

Il cortisone è efficace per la neurite vestibolare?
Le linee guida raccomandano la sua somministrazione nella fase iperacuta della malattia, ma non vi è chiara evidenza di un suo impatto benefico sul recupero a lungo termine. La sua prescrizione va valutata in base al caso clinico specifico.
Quali esercizi si fanno per la neurite vestibolare?
La riabilitazione può comprendere esercizi di stabilizzazione dello sguardo e della marcia, mantenimento della postura, potenziamento della propriocezione. Il protocollo viene proposto da un tecnico esperto e va adattato alla specifica situazione del paziente.
La neurite vestibolare può tornare?
La malattia può recidivare, con maggiore frequenza nel lato precedentemente risparmiato, ma episodi ricorrenti di intensa vertigine non sono la presentazione più tipica. Se le vertigini tornano più volte è utile rivalutare la diagnosi e considerare altre cause periferiche o centrali.