Malattia di Meniere
7 Ottobre 2026Acufene e perdita uditiva sono due delle problematiche più frequenti, nonché tra le più invalidanti, che possono affliggere le nostre orecchie. Tra essi vi può essere una associazione, per cui è impensabile giungere ad un corretto inquadramento di qualsiasi acufene senza studiare nel dettaglio i parametri principali che descrivono la funzione uditiva.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione di acufene e ipoacusia

Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi dell’udito nell’adulto e nel bambino. La valutazione di qualsiasi acufene si fonda su un esame obiettivo completo del distretto testa-collo e su una diagnostica strumentale audiologica integrata, con audiometria tonale e vocale ed impedenzometria. Questi accertamenti aiutano a capire qual è lo stato di salute della funzione uditiva e se esiste un nesso tra acufene e perdita uditiva.
Acufene e ipoacusia: qual è il rapporto?
Acufene e perdita uditiva sono sintomi che con frequenza si presentano in associazione. Molto spesso sono proprio i primi a condurre i pazienti a visita dallo specialista otorinolaringoiatra, per via del loro carattere intrusivo e sgradevole, mentre le seconde possono venire tollerate anche per periodi molto lunghi o trascurate grazie a vari meccanismi di compensazione. È però importante comprendere che tra i due fenomeni può esistere un vero e proprio nesso causale, e che il trattamento di uno non può prescindere dalla comprensione e dalla corretta gestione dell’altro.
Questo non significa però che ogni persona con ipoacusia avrà acufeni, né viceversa. Come sappiamo, esistono numerosi tipi di ipoacusia e altrettanto numerosi tipi di acufeni, e le molteplici combinazioni di varianti possono coesistere anche in assenza di una correlazione diretta. Esistono persone con acufene e soglie audiometriche perfettamente normali, così come persone affette da gravi sordità che non lamentano acufeni.
Perché acufene e perdita uditiva possono comparire insieme?
La spiegazione del nesso tra acufene e perdita uditiva è diversa a seconda delle specifiche varianti di ipoacusia e di acufeni relative ad ogni specifico caso clinico.
Per quanto riguarda gli acufeni soggettivi non pulsanti, la loro genesi ha luogo nei circuiti neuronali che si collocano in quella porzione di corteccia cerebrale deputata al processamento degli stimoli sonori, la cosiddetta corteccia uditiva. Tra le varie possibili eziologie di tali acufeni vi è il fenomeno della deafferentazione sensoriale, sulla base del quale un gruppo di neuroni corticali che riceve una ridotta stimolazione elettrica in entrata innesca segnali interni “compensatori”, aberranti, che non corrispondono alla presenza di un reale stimolo sonoro nell’ambiente esterno. La riduzione dell’input è rappresentata appunto dalla ipoacusia, mentre i segnali compensatori sono proprio gli acufeni.
Anche gli acufeni oggettivi di ogni sottotipo possono essere amplificati da una ipoacusia, più comunemente di tipo trasmissivo, nella misura in cui un ovattamento del suono proveniente dall’ambiente esterno renderà più evidenti i rumori interni al corpo (suoni vascolari, articolari, muscolari).
L’acufene può causare sordità?

Molti pazienti attribuiscono le difficoltà uditive all’acufene, che “coprirebbe” i suoni impedendone la corretta percezione.
Questa interpretazione può essere considerata in generale scorretta: gli acufeni non hanno un impatto negativo sulla funzione uditiva, mentre, come abbiamo visto, con grande frequenza è vero il contrario, ovvero sordità di varia origine e natura possono causare acufeni.
La comprensione di questo nesso è molto importante, in quanto ci dice come ogni acufene vada interpretato come una “spia di allarme”, un segnale che qualcosa nel nostro udito potrebbe essere cambiato, al di là del fastidio generato dal suono aggiuntivo in quanto tale.
Acufene e ipoacusia improvvisa: quando è urgente
Quanto esposto poc’anzi ha particolare rilevanza clinica con riferimento a quelle situazioni in cui l’acufene compare improvvisamente, soprattutto se intenso, accompagnato da difficoltà uditive, distorsioni sonore o sensazione di pienezza auricolare. Questi potrebbero essere sintomi di una ipoacusia improvvisa, una patologia che danneggia le strutture recettoriali e nervose periferiche dell’apparato uditivo e che può essere risolta solo se riconosciuta e trattata tempestivamente.
Come si valuta una perdita uditiva associata all’acufene?
La visita otorinolaringoiatrica richiede un attento esame obiettivo delle orecchie, volto a riconoscere possibili patologie o anomalie a carico di orecchio esterno e medio. L’audiometria tonale misura le soglie uditive alle diverse frequenze, mentre l’audiometria vocale valuta la soglia di riconoscimento delle parole. L’impedenzometria è sempre utile per valutare la funzione dell’orecchio medio e delle tube di Eustachio.
Qualora venga riscontrata una ipoacusia, lo specialista ne valuta le caratteristiche (simmetria o asimmetria, localizzazione sul campo frequenziale, natura recettiva o trasmissiva) e la correla sia alla storia clinica che alle caratteristiche del paziente (età, esposizioni professionali, comorbidità).
L’attenta analisi di tutti questi elementi permette all’otorinolaringoiatra di comprendere la correlazione tra acufene e perdita uditiva e di proporre un percorso terapeutico integrato efficace per la gestione di entrambe le problematiche.
Quali sono i rimedi per ipoacusia e acufene?

Come sempre, il trattamento dipende dalla causa.
Quegli acufeni che sappiamo essere la diretta conseguenza di una ipoacusia possono essere gestiti con efficacia, se non addirittura eradicati, da una correzione della perdita uditiva. A seconda della patologia che la causa, potranno essere proposte soluzioni farmacologiche, chirurgiche o protesiche. In questo caso il percorso terapeutico permette realmente di risolvere due problemi con un unico approccio, con significativo impatto benefico sulla qualità di vita del paziente, sulle sue capacità comunicative e sul tono dell’umore.
Il percorso riabilitativo-terapeutico può prevedere l’adozione di aggiuntive misure sintomatiche, dedicate alla mitigazione dell’acufene in quanto tale, soprattutto qualora si opti per una soluzione protesica (apparecchi acustici). In questo caso sarà necessario affidarsi alle cure di un tecnico audioprotesista esperto in materia, che sappia realizzare l’ottimale protocollo di programmazione delle protesi al fine di raggiungere il risultato desiderato sia sul fronte uditivo che su quello di controllo del l’acufene.
I pazienti in cui acufene e perdita uditiva generano un significativo impatto negativo su umore e vitalità possono meritare un supporto mirato di tipo psicologico-psicoterapico e, ove indicato, farmacologico, al fine di ristabilire un tono dell’umore funzionale al benessere psicofisico e relazionale della persona.
Quando rivolgersi all’otorino?
Qualsiasi acufene richiede, per la sua corretta comprensione, la valutazione specialistica otorinolaringoiatrica completa di misurazioni audiometriche e impedenzometriche.
Un acufene di vecchia data, cronico, può finalmente essere inquadrato e potenzialmente corretto.
Un acufene comparso recentemente, soprattutto se monolaterale, richiede valutazione tempestiva in quanto potrebbe essere la conseguenza di una patologia dell’orecchio meritevole di trattamento urgente.
Domande frequenti

L’ipoacusia può causare acufene?
Sì. L’acufene è un effetto secondario che con frequenza compare in molti pazienti con ipoacusia. Se l’associazione tra i due elementi è presente, spesso correggendo il difetto uditivo si ottiene un effetto benefico anche sull’acufene.
L’acufene può sparire da solo?
Sì, in alcuni casi l’acufene può attenuarsi o autorisolversi. La probabilità che ciò accada è correlata con la gravità della problematica che lo causa.
Il cortisone può curare gli acufeni?
Non esiste una terapia unica e universale per gli acufeni. Alcuni tipi di ipoacusia possono richiedere un trattamento a base di cortisone, e qualora sia presente un acufene secondario, anche esso potrebbe giovarsi del trattamento.
Quando l’acufene richiede approfondimenti più specifici?
Ogni acufene va interpretato come una spia che segnala un possibile stato patologico dell’apparato uditivo o di strutture anatomiche circostanti. Un acufene di recente insorgenza che persiste per più di qualche ora richiede valutazione urgente.