L’acufene è un qualsiasi suono percepito che proviene dall’interno del nostro corpo, in assenza di una sorgente sonora esterna. Può presentarsi come fischio, ronzio, sibilo, fruscio, pulsazione, scatto o ticchettio, in uno o in entrambi gli orecchi. Il sintomo può essere classificato per le sue caratteristiche di tono, timbro e ritmo, per lateralità, durata e influenza dei movimenti corporei. Queste caratteristiche orientano gli accertamenti, ma non identificano da sole la natura e la causa del disturbo.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione degli acufeni
Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria, laureato con lode a Pisa e specializzato a Torino. Consulente presso l’Ospedale Humanitas Gradenigo e membro della Società Italiana di Otorinolaringoiatria, si occupa di patologie otorinolaringoiatriche e audiologiche dell’adulto e del bambino. Negli studi di Torino e Sommariva del Bosco può integrare la visita per acufeni con esami audiometrici quando indicato.
Che tipo di rumore può essere l’acufene?
I disturbi dell’udito variano molto da persona a persona. Alcuni descrivono un tono acuto e continuo, altri un ronzio basso, uno scroscio, un soffio, o un rumore intermittente. Intensità e tonalità possono cambiare durante la giornata e diventare più evidenti nel silenzio. La caratteristica del rumore è una informazione utile da esporre durante la visita, ma non corrisponde automaticamente ad una diagnosi.
Acufene soggettivo e acufene oggettivo
L’acufene soggettivo è la forma più comune: il suono viene percepito soltanto dalla persona interessata e non può essere strumentalmente misurato in quanto tale. Può essere associato a ipoacusia (perdita uditiva), sia permanente che transitoria, così come ad altre alterazioni del sistema uditivo; esistono tuttavia acufeni soggettivi legati a patologie di strutture anatomiche extra-uditive, primariamente ma non esclusivamente localizzate a livello del distretto testa-collo.
L’acufene oggettivo è un suono generato da fenomeni meccanici interni al corpo, e in quanto tale è potenzialmente misurabile e la sua insorgenza localizzabile con certezza. Il fenomeno in oggetto può essere di natura osteo-articolare, vascolare o muscolare. Lievemente meno frequente dell’acufene soggettivo, richiede sempre un inquadramento mirato.
Acufene pulsante e non pulsante
L’acufene pulsante viene descritto come un battito, ticchettio o soffio discontinuo, talvolta, ma non necessariamente, ritmico e sincronizzato con il polso. Non coincide necessariamente con l’acufene oggettivo, ma le due categorie possono sovrapporsi. Se persiste, è opportuno riferirlo allo specialista perché può richiedere accertamenti specifici.
L’acufene non pulsante comprende fischi, ronzii e sibili con andamento più continuativo. È la presentazione più comune e può essere persistente oppure intermittente.
Acufene monolaterale e bilaterale
Un acufene monolaterale interessa un solo orecchio, destro o sinistro. Quando persiste oppure si associa a una riduzione asimmetrica dell’udito, merita una valutazione otorinolaringoiatrica. L’acufene bilaterale è percepito in entrambi gli orecchi oppure al centro della testa e può accompagnare una perdita uditiva che coinvolge entrambi i lati.
La lateralizzazione del sintomo non permette di identificare autonomamente la causa, ma aiuta a scegliere gli esami appropriati per valutare comparativamente la funzione delle due orecchie.
Acufene somatico o somatosensoriale
L’acufene somatico è causato da disturbi a carico di strutture muscolari e scheletriche, primariamente ma non esclusivamente a livello del distretto testa-collo (colonna cervicale, apparato masticatorio); intensità e tonalità possono modificarsi in associazione al dolore, a movimenti o determinate posizioni. Disturbi cervicali e temporo-mandibolari si associano con grande frequenza all’acufene, ma il semplice variare del suono ai movimenti non basta per formulare una diagnosi. La valutazione può richiedere un approccio multidisciplinare.
Acufene recente, intermittente o persistente
L’acufene può comparire per pochi istanti, ripetersi o mantenersi nel tempo. Alcune patologie legate ad acufene hanno un andamento cronico e indolente, altre compaiono improvvisamente e richiedono trattamento urgente; per questo motivo è utile riferire quando è iniziato il disturbo, la sua durata e se si è modificato nel tempo. Sia la comparsa repentina che la persistenza, soprattutto in caso di disturbo di sonno, concentrazione o qualità di vita, sono motivi per richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica.
Perché riconoscere il tipo non basta per individuare la causa?
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Le categorie classificative si combinano: un acufene può essere soggettivo, monolaterale, non pulsante e intermittente. Nessuna etichetta ne indica con certezza l’origine. La visita comprende anamnesi ed esame obiettivo del distretto testa-collo; l’audiometria e l’impedenzometria valutano la funzione uditiva e le eventuali differenze, anche minime, tra i lati. Altri accertamenti vengono scelti in base alle caratteristiche cliniche.
Quando rivolgersi all’otorino?
È consigliabile prenotare una visita quando l’acufene è di recente comparsa, persiste per più di alcuni minuti o addirittura da lungo tempo, o ancora si associa a dolore, calo dell’udito, vertigini o difficoltà nell’equilibrio. Un acufene accompagnato da calo improvviso dell’udito, sintomi neurologici o alterazioni dell’equilibrio richiede una valutazione tempestiva.
Domande frequenti
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Quanti tipi di acufene ci sono?
Non esiste un numero unico, perché le classificazioni si basano su parametri differenti. Le distinzioni principali riguardano acufene soggettivo o oggettivo, pulsante o non pulsante, monolaterale o bilaterale, somatico, intermittente o persistente.
Come capire se un rumore è un acufene?
L’acufene è un suono percepito senza una fonte esterna riconoscibile. Qualsiasi suono che viene dall’interno del corpo è un acufene. Se persiste, si ripete o interessa un solo orecchio, è utile descriverlo allo specialista.
Acufene e vertigini possono presentarsi insieme?
Sì, possono coesistere in alcune patologie sia dell’orecchio medio che interno, ma non sempre dipendono dalla stessa causa. La loro presenza contemporanea va riferita durante la visita.
Qual è il tipo di acufene più comune?
La maggior parte degli acufeni sono soggettivi non pulsanti, cioè continui e udibili soltanto dalla persona interessata. Le caratteristiche possono comunque variare per lateralità, ritmo e durata.
Quali tipi di acufene richiedono maggiore attenzione?
Un acufene di recente comparsa, persistente oppure monolaterale, soprattutto se associato a dolore, perdita uditiva o disturbi dell’equilibrio, dovrebbe essere valutato da un otorinolaringoiatra.
Qual è il costo della visita per acufeni?
La visita per gli acufeni con il Dott. Alessandro Grosso ha un costo di 202 € a Torino e Sommariva del Bosco. La visita comprende l’anamnesi, l’esame obiettivo del distretto testa collo e la diagnostica strumentale (audiometrica ed endoscopica) pertinente. Per altre informazioni visita la pagina prezzi visita