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1 Settembre 2026Il termine generico “otite” può far riferimento a una di numerose malattie infiammatorie che affliggono l’orecchio esterno o l’orecchio medio. Dolore, senso di pressione, riduzione temporanea o permanente dell’udito, secrezioni auricolari e febbre sono alcuni dei possibili sintomi che accomunano questi quadri patologici anche molto diversi tra loro, ma non sono sempre compresenti. Cause e trattamento cambiano in base specifica patologia in oggetto: per questo non esiste una cura unica valida per tutte le otiti e la diagnosi richiede l’esame clinico dell’orecchio, diagnostica strumentale audiologica e talvolta indagini radiologiche o microbiologiche.
Il Dott. Alessandro Grosso e la valutazione delle otiti
Il Dott. Alessandro Grosso è medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e si occupa della valutazione di dolore all’orecchio e otite nell’adulto e nel bambino. Negli studi di Torino e Sommariva del Bosco integra sempre la visita con otoscopia e, quando indicato, con audiometria tonale e vocale e impedenzometria. Questi esami aiutano a valutare condotto uditivo, timpano, orecchio medio e funzione uditiva, così da distinguere un’otite da altre possibili cause di otalgia o orecchio ovattato.
Che cos’è l’otite e quali tipi esistono?
Il termine “otite”, in assenza di uno o più denominatori che lo caratterizzino, non identifica una diagnosi precisa, ma più genericamente una condizione infiammatoria di orecchio medio o esterno.
Le otiti possono essere classificate in base alla sede della lesione (orecchio esterno o medio), alla durata (acute, subacute o croniche) oppure all’agente o meccanismo patogenetico coinvolto (otiti batteriche, micotiche, colesteatomatose). Queste categorie naturalmente si possono sovrapporre per poter caratterizzare una diagnosi con massima precisione: avremo pertanto otiti medie acute batteriche o virali, otiti medie croniche colesteatomatose, otiti esterne micotiche e così via.
L’otite esterna acuta interessa il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica ed è generalmente causata dalla proliferazione di microbi (batteri, funghi, o più raramente virus).
L’otite media coinvolge invece la cassa timpanica; nella sua variante acuta, è il tipo di otite che più comunemente associamo all’infanzia, ma è molto frequente anche negli adulti, soprattutto in relazione ad infezioni a carico delle alte vie aeree.
Quando un’otite media perdura più di alcune settimane, oppure si ripresenta con frequenza nel corso di uno stesso anno, si parla di otite media cronica. Con frequenza questo quadro è accompagnato da alterazioni trofiche e strutturali delle strutture dell’orecchio medio, che possono essere di natura congenita oppure possono essere il risultato di patologie acute mai completamente risolte.
Quali sono i sintomi dell’otite?

I sintomi dell’otite dipendono dalla sede. Nell’otite esterna sono comuni ovattamento, dolore, prurito, irritazione, secrezione liquida spesso maleodorante, e fastidio quando si tocca o si mobilizza l’orecchio. Nell’otite media possono comparire mal d’orecchio, febbre, pressione o senso di orecchio tappato, ma alle volte il calo uditivo può essere l’unico, isolato sintomo; se l’infiammazione acuta porta alla perforazione del timpano,è possibile osservare la fuoriuscita di pus o sangue. Nei bambini piccoli sono tipici l’irritabilità, sonno disturbato, scarso appetito o tendenza a toccarsi l’orecchio.
Quali sono le cause dell’otite?
Otiti di natura diversa implicano cause potenzialmente molto diverse. Le infezioni sono alla base di molte otiti sia esterne che medie.
Generalmente le otiti esterne acute hanno eziologia batterica o fungina: nella maggior parte dei casi si tratta di una iper-proliferazione di microorganismi che colonizzano queste strutture anche in condizioni di normalità, per cui non sempre è corretto pensare ad una malattia “contagiosa” in senso stretto; tale proliferazione può essere favorita da ristagno di acqua e cerume, irritazioni della pelle o piccoli traumi, per esempio dovuti all’introduzione di corpi estranei, o ancora a patologie che riducono l’efficienza delle difese immunitarie locali, come il diabete. Esistono poi varianti con coinvolgimento di tipo bolloso-emorragico più selettivo a carico della membrana timpanica (miringiti) che sono causate da virus.
L’otite media acuta può essere sostenuta da virus o da batteri e comparire dopo raffreddore o altre infezioni respiratorie “alte”, quando i microbi giungono all’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio.
Come precedentemente menzionato, nel caso delle otiti medie croniche o ricorrenti, l’infezione microbica contingente spesso è solamente la punta dell’iceberg, poiché l’orecchio potrebbe presentare delle anomalie strutturali (congenite o acquisite) che oltre a compromettere una valida funzione sensoriale, forniscono un terreno fertile per la proliferazione di microrganismi con conseguente propagazione del danno.
Meritano infine menzione le otiti medie causate da fenomeni stressori di tipo fisico, come le otiti barotraumatiche che possono verificarsi durante un viaggio aereo, attività subacquea o paracadutismo.
Come si diagnostica l’otite?

I sintomi sono spesso vaghi e aspecifici, per cui la diagnosi richiede sempre l’esame obiettivo otoscopico, che permette di osservare il condotto uditivo esterno, il timpano e talvolta parte del contenuto della cassa timpanica. In base al quadro, lo specialista può associare diagnostica strumentale, come impedenzometria per studiare alterazioni meccaniche dell’orecchio medio e audiometria tonale e vocale per verificare una eventuale compromissione della soglia uditiva. Questi accertamenti sono utili soprattutto se il disturbo persiste, si ripete, si accompagna a calo uditivo soggettivo o non presenta le caratteristiche tipiche di un’otite semplice.
Cosa fare e come si cura l’otite?
La cura dipende dal tipo di otite, dalla gravità e dall’età del paziente.
Il trattamento dei sintomi, in particolare una ottimale analgesia, sono sempre prioritari. L’analgesia sistemica (paracetamolo o anti-infiammatori per bocca) è sempre da preferire a quella topica endoaurale.
Per quanto riguarda il trattamento eziologico (quello diretto all’agente causale), per le otiti esterne si suole preferire farmaci topici (antibiotici, antimicotici o antiinfiammatori steroidei). I cicli terapeutici hanno generalmente durate comprese tra i 7 e i 14 giorni; durante questo periodo è raccomandabile astenersi dal manipolare attivamente l’orecchio, dal farvi entrare acqua, e dal tapparlo o inserirvi corpi estranei.
Molte otiti medie acute, in quanto di eziologia virale, non richiedono antibioticoterapia e vengono trattate con terapia di supporto volta a controllare il dolore e ad accelerare il recupero di una ottimale funzione uditiva. Se vi è sospetto di infezione o sovra-infezione batterica, sarà appropriato somministrare una terapia antibiotica sistemica (orale o iniettiva). Occorre ricordare che le otiti medie acute non complicate da perforazione timpanica (quindi con timpano integro) si localizzano in un comparto anatomico completamente separato dall’orecchio esterno, pertanto non vi sarebbe alcuna utilità nell’instillare gocce o lozioni all’interno del condotto uditivo esterno.
Le otiti medie recidivanti o croniche, che con frequenza si accompagnano a una significativa scompaginazione degli elementi strutturali dell’orecchio medio, richiedono da un lato terapia farmacologica per il controllo delle riacutizzazioni, dall’altro è spesso indicato un trattamento chirurgico per cercare di correggere quelle alterazioni anatomiche che possono contribuire al mantenimento della malattia e alla propagazione del danno. Si parla in questi casi di interventi di timpanoplastica.
Quanto dura l’otite e può guarire da sola?

Tipi diversi di otite hanno durate molto variabili.
Le otiti esterne batteriche, se correttamente trattate, possono risolversi in 5-7 giorni, con pressoché completa scomparsa del dolore già dal secondo giorno di terapia. Le otiti esterne micotiche richiedono trattamenti più lunghi (anche di 2-3 settimane) è più visite di controllo per verificare il decorso favorevole della patologia.
Molte otiti medie dell’adulto presentano una fase acuta indolente, superata la quale il dolore è risolto ma l’ovattamento auricolare può perdurare anche per diverse settimane. Nel lattante e nel bambino le otiti medie acute possono ricorrere anche con grande frequenza (cinque o più all’anno), e pur portando sovente febbre e intenso dolore, se gestite adeguatamente presentano un decorso rapido e benevolo.
Come moltissime altre patologie note a medicina antica e moderna, anche molte otiti possono potenzialmente guarire senza terapia alcuna. È tuttavia possibile, e decisamente non infrequente, che un’otite non trattata si complichi sia a livello locale che regionale, con conseguenze di tipo funzionale sulla qualità dell’udito, di tipo strutturale sull’integrità degli elementi anatomici dell’orecchio, e anche di tipo infettivologico con coinvolgimento del sistema nervoso centrale (meningiti, ascessi cerebrali…) che possono mettere in serio pericolo la sopravvivenza dell’individuo affetto.
Quando rivolgersi all’otorino?
Qualsiasi dolore all’orecchio o sensazione di orecchio ovattato, o ancora riscontro di liquido che fuoriesce dalle orecchie, richiede necessariamente una visita otorinolaringoiatrica. La terapia empirica, presuntiva, di una sospetta “otite” che non sia stata caratterizzata con precisione in termini di acuzie e localizzazione anatomica, rischia di essere non solamente inutile, ma addirittura controproducente, e ritarda l’impostazione di un percorso terapeutico mirato.
Domande frequenti

L’otite è contagiosa?
Non sempre, ma dipende dal tipo di otite. In generale se riscontriamo gonfiore o pus che fuoriesce dall’orecchio, è raccomandabile non toccare la parte interessata per evitare la diffusione locale o a distanza di eventuali microrganismi.
La Tachipirina cura l’otite?
Il paracetamolo può ridurre dolore e febbre quando presenti, ma non agisce sul fattore causante (eziologico)
L’otite può guarire senza antibiotici?
Sì, in alcuni casi di otite media è lecito, e anzi raccomandabile, non assumere antibiotici, ma questi casi vanno monitorati con grande attenzione dallo specialista sino alla loro risoluzione.
Cosa non bisogna fare quando si ha l’otite?
Non esistono norme di comportamento universali. Certe otiti richiedono di non bagnare o tappare l’orecchio, altre controindicano i viaggi aerei e le immersioni. In base alla diagnosi specifica lo specialista saprà fornire le indicazioni del caso.
Quando l’otite è grave?
Qualsiasi infezione a carico di orecchio medio ed esterno merita di essere trattata tempestivamente, alla luce del rischio che l’infiammazione danneggi irreparabilmente l’orecchio o si estenda al sistema nervoso centrale. Persone con un sistema immunitario non perfettamente efficiente (ad esempio i diabetici) possono presentare complicanze gravi anche a fronte di un quadro non particolarmente drammatico in esordio.